Carlo III è malato? Le sue mani scatenano le ipotesi sulla malattia

Re Carlo III proclamazione

Prima ancora di essere diventato sovrano d’Inghilterra, il successore della longeva Elisabetta II, fa parlare di sé a causa delle sue, da lui stesso definite durante una visita in Australia nel 2012, mani a salsiccia. Nelle prime immagini di Carlo III da re, infatti, è possibile vedere delle mani gonfie e arrossate, che hanno allarmato i sudditi e interessato le testate di tutto il mondo. Ma di cosa si tratta? Bisogna davvero preoccuparsene?

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Le risposte che abbiamo a disposizione al momento sono due e a parlare è il Dott. Gareth Nye, professore all’Università di Chester. La prima possibilità è che il figlio della regina soffra di edema. Si tratta di ritenzione idrica, molto spesso palesata in gambe e caviglie, ma eccezionalmente può mostrarsi anche nelle dita di piedi e mani. L’edema è una malattia prettamente femminile, causata dal progesterone (ormone femminile) che porta ad avere caviglie gonfie. In merito al successore della corona britannica, la motivazione è probabilmente legata alla sua età.

Carlo III con i suoi fratelli a Edimburgo
Foto: PA Wire/PA Images / IPA

 

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Ma come già anticipato, questa non è l’unica motivazione che potrebbe spiegare le condizioni di Carlo. L’altra patologia ipotizzata dal Dott. Nye è l’artrite, condizione comune che affligge le persone sopra i sessant’anni di età e può riguardare i legamenti del pollice o anche di altre dita. Chi soffre di tale patologia può ritrovarsi ad avere dita gonfie, legnose e doloranti. Ovviamente esistono delle cure che attutiscono il dolore, ma tendono a mantenere gonfie le parti del corpo interessate.

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Re Carlo III malattia: si hanno le risposte ma la preoccupazione rimane

Nonostante le rassicurazioni del professore universitario, che ha escluso la presenza di malattie realmente pericolose, la preoccupazione (o in certi casi curiosità) persiste e farà parlare di sé anche nel prossimo periodo, benché per molti questo non dovrebbe essere interesse dei sudditi inglesi, almeno fino ad un’effettiva spiegazione da parte della stessa casa reale.

 

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