Scandalo ginnastica ritmica: insulti, vessazioni e umiliazioni. Da dove è partito tutto?

Nazionale italiana ginnastica ritmica Tokyo 2020

Questo pomeriggio Nina Corradini e Anna Basta, ex Farfalle della Nazionale Italiana di Ginnastica Ritmica, saranno ospiti a Verissimo per raccontare gli abusi, fatti di umiliazioni e vessazioni, subiti negli anni trascorsi in nazionale. Le due ragazze, rispettivamente 19 e 21 anni, attraverso le loro testimonianze, hanno dato il via a un vero e proprio Me Too destinato a diventare il più grande scandalo nella storia della ginnastica ritmica italiana. Ma andiamo con ordine. Da dove è partito tutto?

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Ginnastica ritmica scandalo: le prime denunce

La prima atleta a scoperchiare il vaso di Pandora è stata Nina Corradini, ex allieva dell’Accademia di Desio. La ginnasta si è rivolta a Repubblica che, il 30 ottobre, ha pubblicato la sua intervista. Un racconto crudo e toccante in cui Nina ha rivelato le pressioni subite dalla nazionale soprattutto nei confronti del suo peso: “Mangiavo sempre meno ma ogni mattina salivo sulla bilancia e non andavo bene: per due anni ho continuato a subire offese quotidiane”. E poi: “Ci pesavano in mutande, davanti a tutti. Cercavo di mettermi in ultima fila perché non volevo essere presa in giro davanti alla squadra”. Una situazione terribile che ha spinto Nina a far uso di lassativi per perdere peso più velocemente: “Una volta sono svenuta a colazione, ma le allenatrici mi hanno fatto andare comunque in palestra, pensavano fosse una scusa”.

Nina Corradini ginnastica ritmica
Nina Corradini – Foto: LM/Fabrizio Carabelli / Live Media / IPA

 

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Il giorno dopo Repubblica ha diffuso la testimonianza di una seconda ginnasta, Anna Basta, compagna di Nina. Quest’ultima ha confermato quanto raccontato da Corradini, rivelando di aver pensato addirittura di porre fine alla sua vita per bene due volte, a causa dei trattamenti riservatole dallo staff della nazionale. Anna aveva denunciato la situazione ai piani alti, ma senza essere ascoltata. Anche Giulia Galtarossa, ex campionessa mondiale di ginnastica ritmica, aveva raccontato il problema, subito minimizzato dalle allenatrici. Sempre a Repubblica Giulia ha rivelato: “Una volta mi hanno dato una dieta da seguire e alla fine c’era scritto un messaggio per me: ‘Abbiamo un maialino in squadra’”.

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Ginnastica ritmica Desio: le altre testimonianze e le indagini

Il racconto di Nina e Anna ha dato il coraggio a tante altre ginnaste italiane di raccontare la loro storia. Col passare dei giorni, infatti, aumenta il numero delle atlete, non solo appartenenti all’Accademia di Desio, che rivelano di aver subito gli stessi abusi. Le testimonianze arrivano anche dal mondo dell’aerobica e della ginnastica artistica. In merito a questa delicata situazione si è espressa anche la campionessa olimpica Vanessa Ferrari: “Quando sono comparse le prime denunce non sono rimasta affatto sorpresa. Nei miei anni di carriera ho vissuto tante esperienze positive ma anche negative. Conosco perfettamente questi aspetti e, infatti, a 19 anni ho vissuto sulla mia pelle i problemi alimentari che mi mandarono in cura in una clinica a Verona” ha raccontato.

I racconti delle ginnaste hanno fatto sì che si aprisse un’indagine interna all’ Accademia di Desio, supervisionata dal procuratore federale Michele Rossetti che ha detto: “Stiamo ascoltando tutti coloro che ruotano attorno all’organizzazione e alla gestione del centro. Continueremo ad ascoltare le atlete e coloro che hanno messo piede a qualunque titolo nella struttura”. La prima ad essere ascoltata è stata l’allenatrice Emanuela Maccarini che al momento si è limitata ad affermare: “Sono molto serena, confido nella giustizia sportiva”. Un’indagine parallela è stata invece aperta dalla procura di Brescia che ha aperto una vera e propria inchiesta sui maltrattamenti inflitti alle ex atlete della Nazionale Italiana di Ginnastica Ritmica.

Nina Corradini Anna Basta Verissimo: “Eravamo solo dei numeri sulla bilancia”

Ospiti nel salotto di Silvia Toffanin Corradini e Basta hanno ripercorso gli abusi subiti negli anni. “Venivamo pesate ogni giorno, tutte insieme, in fila una per una. Prima della pesa avevamo smesso anche di fare colazione e avevamo paura pure di bere un bicchiere d’acqua perché faceva la differenza. E se il peso, secondo loro, non era quello giusto ci insultavano pubblicamente con frasi tipo ‘vergognati!’, ‘sei incinta’, ‘guarda che pancia ti ritrovi’” ha raccontato Anna.  E poi Nina ha aggiunto: “Queste frasi ci venivano ripetute ogni giorno, durante tutto il tempo degli allenamenti. Eravamo solo dei numeri sulla bilancia, non avevamo più valore né come persone né come ginnaste”. Le due ragazze hanno infine chiarito il motivo che le ha spinte a denunciare: “Troppe bambine stanno soffrendo e stanno vivendo quello che noi abbiamo vissuto e non va bene. Questo sport è meraviglioso, sono certe persone che lo rovinano”.

 

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Nazionale italiana ginnastica ritmica Tokyo 2020La Nazionale Italiana di Ginnastica Ritmica si trova al centro dello scandalo a causa delle denunce di alcune ginnaste che raccontano di abusi verbali e psicologici

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